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ALA, EPA, DHA: le tre forme di omega-3 negli alimenti

Gli omega-3 sono una famiglia di acidi grassi polinsaturi. Tre di loro ricorrono sempre: l’ALA, di origine vegetale, l’EPA e il DHA, di origine marina. La banca dati svizzera non mostra le tre forme separate, ma la loro somma: ecco come leggere quella cifra unica e che cosa non dice.

Un trancio di salmone circondato da semi di chia e di lino, noci, mandorle, sardine, alghe e una ciotola d’olio

Una famiglia di acidi grassi, tre forme da distinguere

Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi: grassi la cui catena di carbonio porta più doppi legami. Nella banca dati svizzera dei valori nutritivi compaiono come sotto-riga dei grassi: «Grassi», poi «di cui polinsaturi», poi «di cui omega-3».

Tre forme rappresentano la parte principale dei contenuti rilevati:

  • l’acido alfa-linolenico (ALA), presente soprattutto negli oli, nei semi e nella frutta a guscio;
  • l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), presenti soprattutto nei pesci e nei prodotti del mare.

Sono tre molecole distinte, con catene di lunghezza diversa. Un alimento vegetale e un pesce possono quindi mostrare contenuti vicini senza apportare le stesse forme. La classifica degli alimenti più ricchi di omega-3 mescola volutamente le due origini: il criterio di ordinamento è il contenuto totale, mai la ripartizione fra ALA, EPA e DHA.

Come si ottiene il contenuto mostrato

La riga omega-3 è l’unica grandezza che datafood calcola in proprio. Corrisponde alla somma degli acidi alfa-linolenico (ALA), eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA) forniti dalla fonte, nulla di più. Per questo il valore porta sempre l’indicatore C (calcolato), mai A (misurato) né E (stimato), anche quando le tre colonne di partenza sono misurate. La regola è pubblicata nella metodologia.

Conseguenza pratica: se la fonte compila una sola delle tre colonne, la somma copre solo quella. Se non ne compila nessuna, la scheda mostra «n. d.»: valore non disponibile nella fonte, mai integrato da noi.

Secondo limite: l’allegato dei valori nutritivi di riferimento utilizzato dal sito non fissa alcun valore per gli omega-3. Su questa riga la colonna delle percentuali resta quindi vuota, a differenza delle proteine (50 g) o del magnesio (375 mg). I riferimenti del calcolo del fabbisogno riguardano l’energia e i tre macronutrienti, non i singoli acidi grassi.

Lato vegetale: oli e semi in testa

I contenuti più elevati della banca dati provengono da oli e semi. Per 100 g:

AlimentoOmega-3 per 100 g
Olio di semi di lino, spremuto a freddo49,82 g
Semi di lino21 g
Semi di chia19,25 g
Olio di canapa18,75 g
Olio di noce11,9 g
Olio di colza8,54 g
Noci7,5 g
Maionese, con olio di colza, fatta in casa7,09 g

L’olio di semi di lino spremuto a freddo apre l’elenco con 49,82 g per 100 g, quasi metà della sua massa. I semi di chia ne dichiarano 19,25 g. La maionese all’olio di colza fatta in casa, a 7,09 g, illustra un punto di lettura utile: un piatto composto eredita il profilo del suo ingrediente grasso principale.

Lato pesce: un altro ordine di grandezza

I pesci della banca dati arrivano molto più in basso, sempre per 100 g:

AlimentoOmega-3 per 100 g
Sardina, in salsa di pomodoro, in scatola2,5 g
Sardina sott’olio, sgocciolata2,43 g
Salmone d’allevamento, crudo2,1 g
Salmone d’allevamento, filetto, al vapore1,84 g
Rollmops1,53 g
Bastoncino di pesce (impanato e prefritto), cotto in olio di colza HOLL1,36 g
Trota, cruda1,23 g
Trota, affumicata1,18 g

Il salmone d’allevamento crudo mostra 2,1 g, la trota cruda 1,23 g. Fra il primo olio e il primo pesce lo scarto sfiora un fattore venti. Conta anche la preparazione: il filetto di salmone d’allevamento al vapore scende a 1,84 g, perché il contenuto per 100 g segue l’acqua e i grassi persi o assorbiti in cottura.

Perché confrontare un olio e un pesce per 100 g ha dei limiti

I 100 g sono l’unica base comune che permetta di confrontare due composizioni. Non descrivono però due situazioni confrontabili: un olio si usa in piccole quantità, come grasso di cottura o condimento, mentre un pesce costituisce il piatto principale. Leggere 49,82 g contro 2,5 g senza tenere conto di questa differenza d’uso significa confondere due scale.

Tre accortezze di lettura:

  • il contenuto mostrato è una somma: non dice quale parte spetti ad ALA, EPA o DHA;
  • lo stato di preparazione fa parte della denominazione ufficiale e modifica il valore per 100 g;
  • in assenza di un valore di riferimento, nessuna percentuale ridimensiona la cifra.

Per mettere due alimenti uno accanto all’altro, riga per riga, il confronto alimenti mostra tutti i valori della banca dati, compresi i grassi totali e i polinsaturi che racchiudono la riga omega-3.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra ALA, EPA e DHA?
Sono tre acidi grassi omega-3 chimicamente distinti. L’ALA si trova soprattutto negli oli, nei semi e nella frutta a guscio; l’EPA e il DHA soprattutto nei pesci e nei prodotti del mare. La banca dati svizzera non li mostra separatamente, ma solo come somma.
Perché il contenuto di omega-3 porta sempre l’indicatore C?
Perché non è ripreso così com’è dalla fonte: datafood lo ottiene sommando le colonne ALA, EPA e DHA del file ufficiale. Ogni valore che deriva da un calcolo riceve l’indicatore C (calcolato), anche quando le colonne sommate sono a loro volta misurate.
Perché per gli omega-3 non è mostrata nessuna percentuale?
Perché l’allegato dei valori nutritivi di riferimento usato dal sito non fissa un valore per gli omega-3, a differenza di proteine o magnesio. Senza riferimento normativo nessuna percentuale viene calcolata: è mostrato solo il contenuto per 100 g.
Quale alimento della banca dati mostra il contenuto più alto?
L’olio di semi di lino spremuto a freddo, con 49,82 g per 100 g, davanti ai semi di lino (21 g) e ai semi di chia (19,25 g). Fra i pesci il massimo è la sardina in salsa di pomodoro in scatola, con 2,5 g per 100 g.
Questo articolo spiega come leggere dati di composizione. Non costituisce né una consulenza nutrizionale personalizzata né un parere medico. Per un obiettivo specifico o una questione di salute, consulta un medico o un dietista riconosciuto.